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Lavoro mercoledì 01 aprile 2020 ore 10:58

​Covid, 2000 precari a rischio nella Metrocittà

Nidil Cgil Firenze ha lanciato l'allarme per i lavoratori ex interinali che potrebbero restare senza lavoro a causa del mancato rinnovo del contratto



FIRENZE — Il sindacato Nidil Cgil Firenze ha lanciato un allarme invitando Governo e Regione a trovare forme di tutela per l’occupazione dei lavoratori fragili "Durante l'emergenza da Coronavirus i contratti non vengono rinnovati e non vale il divieto di licenziamento sancito dal decreto Cura Italia, questa è la situazione che vivono oltre 2000 lavoratori delle agenzie interinali nell’area della Città metropolitana fiorentina, che hanno perso o sono in procinto di perdere il posto di lavoro per mancato rinnovo del contratto". 

"Abbiamo già sentito i primi casi eclatanti: a Campi Bisenzio la Gkn ha annunciato che manderà via a maggio 20 lavoratori in somministrazione, così come sappiamo di tantissimi contratti non rinnovati e interrotti nell'industria, nel commercio, nel turismo" è il grido di allarme della Nidil Cgil.

Il sindacato spiega in una nota che "Tra i lavoratori più fragili ci sono gli oltre 9000 precari con contratti di somministrazione dipendenti delle Agenzie per il lavoro, in servizio nelle aziende utilizzatrici di tutti i settori della Città Metropolitana di Firenze. Sono 5000 circa nell'industria fiorentina, 2000 tra servizi pubblici, istruzione e sanità, altri 2000 mila tra commercio e terziario. Se una piccola parte lavora in smart working e un segmento opera nei servizi così detti "essenziali", dalla sanità alla grande distribuzione, un numero crescente è in sospensione lavorativa. Per chi è in sospensione le Agenzie stanno prevedendo l'integrazione salariale specifica per i lavoratori in somministrazione, parliamo già di diverse centinaia di lavoratori - secondo quanto ci stanno comunicando le Agenzie - e i numeri crescono di giorno in giorno via via che vengono attivate le procedure".

Prosegue poi la nota "Per questi lavoratori la preoccupazione più grande è la perdita del lavoro a fronte del mancato rinnovo dei contratti, a causa della cassa integrazione. Così come abbiamo notizia di missioni interrotte anche per quei lavoratori che hanno un rapporto più strutturato. In questi casi non vale il divieto di licenziamento stabilito dal Governo nel decreto Cura Italia e dai trend che vediamo fino al 30% ha perso o potrebbe perdere il lavoro in questo mese, mentre un’altra buona parte potrebbe perderlo in seguito se le aziende non ripartiranno".

Il sindacato ha fatto richiesta al Governo di "prevedere una moratoria per consentire il rinnovo dei contratti durante il periodo di sospensione del Covid-19. E' gravissimo che questa crisi si abbatta proprio sulla parte più fragile del mondo del lavoro: chiediamo con forza il rinnovo dei contratti e il mantenimento dei livelli occupazionali, e riteniamo che sia urgente un intervento del Governo e delle istituzioni locali per estendere le garanzie anche a questi lavoratori".



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