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sabato 28 novembre 2020

TURBATIVE — il Blog di Franco Bonciani

Franco Bonciani

Franco Bonciani, fiorentino, uomo di sport in generale e piscinaro in particolare. Con uno sguardo attento e scanzonato su quello che gli succede attorno

Ciao Patrizio

di Franco Bonciani - giovedì 12 novembre 2020 ore 19:19

Patrizio Catellacci

Lunedì ho telefonato a Cipriano, ero solo in auto, e mentre guido spesso penso, progetto, mi vengono in mente scherzi, cose da scrivere o persone che magari non sento da un po’. Avevo voglia di scherzare. Su cose di piscine ed altro. La risposta mi gela, come il tono della voce, capisco che non è aria, e che non si tratta solo di piscine.
“Cosa è successo?”
“Il babbo sta male, non ce la fa
“Cosa ha?”
Covid. L’ho accompagnato all’ospedale lunedì scorso, ci è entrato con le sue gambe. In pochi giorni è successo di tutto, la situazione è precipitata. Oggi l’hanno intubato, come estremo tentativo, ma non credo che ce la farà. E non siamo riusciti a salutarlo, a stargli vicino, nulla di nulla. Un casino”.

Il giorno dopo Patrizio Catellacci è morto.

Patrizio, settant’anni, aveva i suoi acciacchi, ma “funzionava” ancora benissimo come marito, padre e nonno di quattro nipoti. Era presidente di Firenze Pallanuoto, apprezzatissimo istruttore di equitazione, non gli mancavano entusiasmo, brio fiorentino, voglia di aiutare il prossimo. 

Stamattina al funerale mi venivano in mente tutte queste cose, assieme a ricordi di quarant’anni che ci si conosce. E pensavo a come mi fanno imbestialire certi personaggi che parlano dei morti per Covid come se, alla fine, se ne andasse una parte pesa per la società. Anziani e malati improduttivi che tutto sommato se ne può fare anche a meno.
Si può fare a meno di tutti, hai voglia, specie di gente che maschera dietro un disprezzabile cinismo l’incapacità di affrontare problemi per risolverli, troppa fatica per poca visibilità.

Una società civile deve proteggere tutti i suoi cittadini, tutelando i più fragili, senza far mancare assistenza e dignità, non solo ai malati ma anche a chi si prende cura di loro e alle famiglie.

“Ehhh, che ci vuoi fare, aveva dei problemi di salute…”. Come Patrizio, appunto. Che avrebbe voluto, e potuto, eessere ancora a lungo nonno, marito, padre e insegnante di equitazione, amato da tanti.
E in parecchi avrebbero ancora goduto della sua produttività, nelle battute, nel dare una mano, nel metterci la faccia.

Ciao Patrizio.

Franco Bonciani

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