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Attualità venerdì 24 luglio 2015 ore 16:52

"Museorum", arte e storia del Chianti

Un patrimonio artistico fatto di chiese e pievi

Una serie di eventi che coinvolge ben nove Comuni del territorio alla scoperta delle bellezze artistiche grazie ad eventi unici



Musei e territori del Chianti e del Valdarno si fondono in un’unica realtà culturale, aperta, fruibile, viva. Per promuovere e riscoprire, attraverso il teatro, la musica e nuovi percorsi di visita nei castelli, nei mercatali e nelle pievi, i grandi artisti del Medioevo e del Rinascimento e i loro secolari legami con le radici culturali della Toscana, ben nove Comuni, Barberino Val d’Elsa, Bagno a Ripoli, Figline e Incisa Valdarno, Greve in Chianti, Impruneta, Reggello, Rignano sull’Arno, San Casciano in Val di Pesa, Tavarnelle Val di Pesa e quindici fucine culturali daranno vita ad una serie di eventi.

E’ “Museorum”, Festival dell’arte e della cultura nei territori del Chianti e del Valdarno, in programma dal 25 luglio al 27 settembre. Un ampio contenitore culturale, promosso dal sistema museale con il contributo della Regione Toscana. Le immagini e i grandi tesori medievali e rinascimentali del Chianti fiorentino, intesi tradizionalmente come patrimoni artistici custoditi all’interno di piccoli spazi espositivi, si mescolano alle tradizioni del Valdarno, ai saperi di un territorio che punta a valorizzare il paesaggio e le proprie emergenze architettoniche invitando alla scoperta di castelli, pievi, mulini.

Il sistema museale, coordinato da un unico direttore responsabile, Nicoletta Matteuzzi, e caratterizzato da attività coordinate di promozione e comunicazione, punta alla diffusione dei patrimoni artistici dei nove Comuni attraverso un’operazione congiunta che abbina valorizzazione del patrimonio artistico e attività di promozione turistica. I grandi capolavori di Marcovaldo, Ambrogio Lorenzetti, Masaccio, Neri di Bicci, Andrea del Verrocchio abitano le chiese di campagna chiantigiana e valdarnese come tesori vivi da far conoscere e condividere, che dialogano fra loro e con il territorio. Opere di alto pregio che hanno identificato un territorio, hanno costruito una memoria, hanno segnato e gradualmente esteso il percorso dell’arte che si è fatto strada lontano dai centri maggiori diffondendosi tra i luoghi di culto del contado fiorentino.

“La rassegna – hanno detto i sindaci in una nota congiunta - punta a consolidare l’identità e il carattere unitario di un progetto e a rilanciare i piccoli spazi espositivi dell’area metropolitana. La grande arte cittadina trova spazio e nuova vita, dunque, nel paesaggio degli ulivi, nel patrimonio naturale della Toscana, connaturata alle antiche pievi, ospitata nei musei e nelle sezioni di arte sacra, nei punti di riferimento culturale dei nove Comuni”.

Gli spazi del Sistema museale territoriale sono l'Antiquarium di Sant'Appiano (Barberino Val d'Elsa), la Pieve di San Leolino (Rignano sull'Arno), il Museo d'Arte Sacra di San Francesco (Greve in Chianti), il Museo Masaccio d'Arte Sacra di Cascia e il Museo d'Arte Sacra dell'Abbazia di Vallombrosa (Reggello), il Museo Giuliano Ghelli di San Casciano in Val di Pesa, il Museo del Tesoro di Santa Maria all'Impruneta, il Museo d'Arte Sacra di Tavarnelle Val di Pesa, il Museo Emilio Ferrari della cultura contadina (San Donato in Poggio, Tavarnelle), l'Oratorio di Santa Caterina delle Ruote e l'Antico Spedale del Bigallo (Bagno a Ripoli), il Museo d'Arte Sacra dell'Oratorio del Crocifisso, il Museo d'Arte Sacra della Collegiata di Santa Maria, l'Antica Spezieria Serristori, il Museo di civiltà contadina di Gaville (Figline e Incisa Valdarno). Fanno parte del territorio del Sistema Museale anche numerose aree archeologiche visitabili, come quelle del Ponterotto a San Casciano Val di Pesa e quella del Castelluccio a Rignano sull'Arno, a testimonianza di un antico e ininterrotto popolamento, dall'epoca etrusca e romana attraverso il Medioevo.


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