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sabato 25 gennaio 2020

Attualità giovedì 19 dicembre 2019 ore 11:02

La metro città riscopre lo spirito del vicinato

A Bagno a Ripoli i comitati attivi sono già una decina, quattro quelli attivi a Firenze, i residenti si tengono in contatto attraverso whatsapp



FIRENZE — Si chiama "Controllo di vicinato" e tra Firenze e Bagno a Ripoli i cittadini fanno a gara per entrare nei gruppi, tanto che chi resta fuori se ne lamenta sui social. Un ritorno al passato a quando il presidio era affidato a commercianti storici e residenti affacciati alla finestra. In alcuni casi il tam tam sui gruppi whatsapp di vicinato è stato determinante per segnalare, arginare e prevenire episodi accertati di tentate truffe agli anziani sia telefoniche che a domicilio, truffe su strada con il trucco dello specchietto oppure tentativi di furto.

Ogni comitato individua uno o più coordinatori che vengono formati dalla polizia municipale. Ogni comitato ha un gruppo Whatsapp all’interno del quale vengono veicolate informazioni, osservazioni e problemi per aumentare gli ‘occhi’ e la sicurezza del territorio come presenze sospette, attività criminose in atto, ma anche segnaletica da riposizionare, panchine da riparare e così via.

A Firenze i comitati di vicinato sono quattro, via Bolognese, Pian dei Giullari, Careggi, Ugnano e Mantignano con 358 persone coinvolte. A gennaio poi ci sarà la firma del protocollo con cui diventerà operativo il comitato di via Boffito - via Stuparich, che conta circa 50 persone. “Il comitato di via Bolognese è il primo ad essere stato identificato con appositi cartelli - ha detto l’assessore Andrea Vannucci -, che a partire da gennaio saranno installati anche nelle zone in cui sono attivi gli altri comitati. Crediamo nell’importanza della segnaletica, la quale ha una forte funzione deterrente verso i malintenzionati, e puntiamo molto sulle relazioni di comunità e sulle reti di vicinato per creare coesione sociale e garantire il senso di sicurezza, reale e percepita. La partecipazione dei residenti attraverso il recupero delle regole di buon vicinato e di attenzione sociale per la propria zona di residenza sono fondamentali per stabilire il senso di sicurezza”.

Da febbraio ad oggi a Bagno a Ripoli sono già duecento le persone che hanno deciso di aderire al progetto di prevenzione e monitoraggio del territorio basato sul gioco di squadra tra cittadini, istituzioni e forze dell’ordine, mentre a Firenze i gruppi attivi sono quattro con il Comitato di via Bolognese che ha già installato una apposita segnaletica per allontanare possibili malintenzionati. Il comandante della polizia municipale di Bagno a Ripoli, Filippo Fusi ha sottolineato che "Molti Comuni fiorentini e toscani, sulla scia dei nostri risultati, ci hanno chiesto di aiutarli ad ‘esportarlo’ anche sul loro territorio”. 

Nel Chianti fiorentino l'ultimo gruppo di cittadini formati dalla polizia municipale per fornire segnalazioni qualificate e coordinati da un referente esperto, si è costituito nella frazione di Balatro, con l’adesione di una trentina di persone. Uno dei gruppi più ampi è quello nato nella frazione capoluogo, con oltre trenta adesioni, seguono i gruppi di Osteria nuova con 26 persone, Villamagna e Case di San Romolo con 21 adesioni, Ponte a Ema composto da dieci persone così come quello dei cittadini di via Boccaccio a Grassina. Altre 16 persone si sono riunite nel gruppo del Bigallo e ventisei in quello di Vallina. Stanno inoltre per attivarsi due nuovi gruppi composti rispettivamente da cinque e venti persone nella frazione di Antella e nella zona di via Galganotti a Grassina. 

Il sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Casini ha commentato "I cittadini sono sempre più protagonisti nell’opera di prevenzione a tutela del territorio, con un atteggiamento responsabile e partecipe. Non ci sono sceriffi, ronde o sentinelle improvvisate. Solo cittadini formati e più consapevoli, piccole attenzioni che vengono condivise con i vicini di casa sotto il coordinamento di un referente, che spesso in questi mesi sono servite ad evitare episodi spiacevoli”. Gli organizzatori dei gruppi ripolesi hanno spiegato “Le segnalazioni sono di diversa natura in gran parte riguardano movimenti di persone e mezzi non consueti che destano attenzione. Le segnalazioni passano al vaglio del referente e se si accerta qualcosa di sospetto scatta la verifica della Polizia municipale. Meglio, come spesso accade, se le verifiche dimostrano che non c’è niente di preoccupante, ma se c’è qualcosa non sfugge”.



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