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Attualità Mercoledì 29 Ottobre 2025 ore 18:05

Per il Chianti un'ottima annata con l'ombra dei dazi

vino

Il raccolto è stato positivo per qualità e quantità, ma i produttori del Consorzio Colli fiorentini sono in allarme per l'export verso gli Usa



PROVINCIA DI FIRENZE — Vendemmia positiva e alta qualità, ma con lo spettro del contraccolpo che i dazi imposti dal presidente Usa Donald Trump potrebbero generare facendo restare i vini nelle cantine: a lanciare l'allarme è Andrea Corti, presidente del Consorzio Chianti dei Colli fiorentini il cui territorio si estende su 16 territori comunali.

“Un raccolto decisamente positivo, con una quantità nelle medie degli ultimi anni, ma con un risultato più che notevole sul versante della qualità, che sembra garantire buona fragranza, prospettando una produzione di vini ben strutturati e di grande bevibilità", considera Corti. 

"Questo grazie anche alle condizioni meteo che hanno scongiurato la diffusione dei parassiti e per lo più favorito la vendemmia, con grappoli sani, al di là del posizionamento dei vigneti e delle diverse uve”, analizza ancora.

Andrea Corti

Andrea Corti

Il Consorzio punta a unicizzare la propria produzione per andare incontro alle esigenze del mercato. Sì ma sull'export c'è l'ombra dei dazi Usa: "Il rischio per noi produttori - mette in chiaro Corti - è che i vini, seppur di ottima qualità, rimangano in cantina a causa di una politica dei dazi già in atto a nostro sfavore, che in questo ultimo periodo sta purtroppo passando sotto silenzio, in grado di determinare una contrazione della domanda". 

Del resto il mercato statunitense non è certo residuale: "Bisogna sottolineare come rappresenti una destinazione essenziale per la commercializzazione dei nostri vini, che in alcuni casi va fin oltre il 30%. Difficile per altro pensare di poter sostituire in tempi brevi un simile mercato, soprattutto perché sono pochi i paesi a garantire una simile potenzialità di acquisto". 


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