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mercoledì 20 settembre 2017

PAROLE MILONGUERE — il Blog di Maria Caruso

Maria Caruso

MARIA CARUSO - “Una vita da vivere” è il primo libro che ha scritto dopo aver visto il primo cielo a San Felipe in Venezuela ed aver fatto il primo ocho atràs a Pisa. E' in Italia dal 1977 e per tre anni ha abitato in Sicilia. Le piace raccontarsi e raccontare con le parole che le passano per la testa ballando un tango in milonga. Su Facebook è Marina de Caro

Il condominio tanguero in via Facebook

di Maria Caruso - lunedì 17 luglio 2017 ore 14:53

I gruppi Facebook di Tango Argentino sono tantissimi e sono fondamentalmente una bella cosa. Mi danno l’idea dell’assemblea condominiale, luogo nel quale si prendono le decisioni relative ai beni comuni. Generalmente viene convocata dall’amministratore del gruppo mediante un post indicante la questione da trattare: il cosiddetto ordine del giorno, oppure da un condomino di quel gruppo, spesso con qualche provocazione per innescare la miccia della discussione assistendo talvolta a liti furibonde. 

Qualche volta dal tema iniziale si va alle varie ed eventuali con riferimento a questioni marginali che danno luogo ad altre discussioni infinite. Ci sono i proprietari sempre presenti nelle discussioni, gli inquilini che cambiano di volta in volta in base al tipo di post, e gli usufruttuari che oramai ci sono di diritto e quindi si sentono in dovere di esprimere la propria opinione a favore dell’amministratore anche se in realtà del post in questione gliene frega il giusto. 

Di solito il presidente del condominio ha un segretario che gli tiene mano nei post in modo da fomentare la discussione se questa cala dopo poche risposte. Andiamo con ordine. Non tutta la gente usa fb e pertanto nemmeno tutti i tangueri ma gli utenti di fb, una volta divenuti tangueri, prima o poi entrano in un gruppo o lo creano. Dapprima si fa richiesta di essere inseriti. Alcuni gruppi hanno un amministratore unico ma possono essere in numero maggiore e quasi immediatamente viene data l’approvazione. E poi di recente ho scoperto che ci sono gruppi più o meno segreti e che per entrarci devi essere presentato e avere l’approvazione dell’intero consiglio amministrativo. 

Il neo iscritto dapprima mantiene un basso profilo per osservare le dinamiche interne a quel gruppo e per capire se, pian piano può postare qualcosa fino a partecipare attivamente alla vita del gruppo restandoci per tutta la vita se lo desidera. Non sempre il nuovo arrivato si sente a suo agio poiché nel gruppo può trovarsi con qualche inquilino con assenza di feeling e li son dolori poiché ad ogni post viene sempre ribattuto spesso negativamente. Il lavoro dell’amministratore richiede un impegno quotidiano (lavora a gratis) ma deve motivare, presidiare, integrare e moderare per mantenere in equilibrio stabile le community. 

Come nella vita non tutti sono bravi a far questo mestiere e qualche volta difatti capita di vedere tante pecore smarrite andare in qua e in la senza alcuna guida. A seconda di come vanno le cose però, può rendere il gruppo pubblico o chiuso e inoltre può anche decidere di autorizzare i post dei condomini solo se questi ultimi stanno alle regole del gruppo stesso, ad esempio no pubblicità, ecc. La domanda ora sorge spontanea.. ma che ci guadagna ? l’amministratore o il padrone di casa? Ovviamente la visibilità ma non solo, anche connessioni, relazioni, gente; insomma allarga il cerchio delle amicizie tanguere che sono sempre ben gradite. Ha il potere inoltre di rimuovere un utente dal gruppo ma anche l’utente ha la stessa facoltà e cioè quella di abbandonare il gruppo. Fin qui niente di strano. 

Quello che capisco meno è come fa la gente a litigare anche li. Finché ci si lascia andare in un parere su una delle questioni in ballo in quel momento ok ma quando leggo frasi cattive e cariche di risentimento rimango perplessa. La maggior parte dei partecipanti per fortuna dopo un po’ si stufa e lascia perdere di fare commenti. 

Di recente ho seguito qualche discussione senza peraltro intervenire così infinta, con una successione di anda e rianda nel dare le risposte stupefacenti. Oserei dire che se fossero stati in piazza sarebbero venuti alle mani. Ma credo invece che si spingano così oltre perché lo schermo del monitor e la lontananza fisica fa da filtro protettivo ad eventuali affronti in cui i toni sicuramente sarebbero stati più morbidi. 

Mi pongo un’ulteriore domanda ma la gente non ha altro di meglio da fare?. Ma a lavorare siamo così pochi?. Andiamo a ballare piuttosto che stare ore e ore a rispondere ai post giusto per avere l’ultima battuta, tanto solo chi muore subito dopo può dire di aver avuto l’ultima parola come ho già asserito in un altro racconto. Poi ci sono io che condivido i miei link sui vari gruppi ma questo è un altro racconto. Ah ah ah.

Maria Caruso

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