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Attualità lunedì 13 luglio 2020 ore 19:15

Scoperte tracce di vita medievale sotto la Pieve

Dallo scavo archeologico nell’area di San Pietro in Bossolo affiorano i resti di un insediamento di epoca medievale



BARBERINO TAVARNELLE — Mura e reperti ceramici affiorano dallo scavo archeologico nell’area di San Pietro in Bossolo.

Dopo soli 9 giorni di ricerche di scavo, dalle operazioni condotte e in corso fino a venerdì 17 luglio, sul poggio che circonda la  pieve affiora la presenza di un insediamento probabilmente medievale. I reperti trovati risalirebbero a prima del XIV secolo. 

Lo scavo è promosso e finanziato dal Comune di Barberino Tavarnelle, in collaborazione con la Sovrintendenza.

Al lavoro un team di archeologi composto da Chiara Molducci, Francesca Cheli e Lapo Somigli della società cooperativa Laboratori Archeologici San Gallo e del consigliere comunale, nonché archeologo, Giannino Pastori.

L'investimento voluto e realizzato dal Comune di Barberino Tavarnelle ha ottenuto una concessione di scavo per la durata di un triennio. "Abbiamo deciso di intervenire in quest'area perché, sulla base di quanto attestato da fonti scritte e testimonianze documentarie - spiega il sindaco David Baroncelli - si ipotizza la presenza dei castelli di San Pietro e San Giovanni, riferibili il primo all'XI secolo, il secondo intorno al XIII secolo, entrambi di proprietà del vescovo di Firenze. L'obiettivo di questo studio è molteplice: non solo cerca di capire e conoscere la vita delle persone del tempo ma si propone di esaminare le relazioni che intercorrono tra la Pieve e i possibili precedenti abitati romani e tardo antichi. L'indagine su San Pietro offre infatti la possibilità di analizzare come la pieve, collegata territorialmente al punto di passaggio del tracciato romano, si inserisca in un contesto tardo antico e diventi riferimento amministrativo e religioso delle comunità locali". 

Ciò che fa supporre stretto il legame tra la pieve e i precedenti abitati romani è anche il ritrovamento di laterizi e materiali romani tardo antichi, emersi nel corso della precedente campagna di scavo condotta sempre in loco nel 1967 a cura di appassionati di storia e memoria locale. "Al momento, scavando stratigraficamente, sono emerse strutture riferibili a un abitato non sappiamo ancora se fortificato - fa sapere la direttrice di scavo, l'archeologa medievista Chiara Molducci - pensiamo che possa essere riferibile al più recente dei castelli citati dalle fonti scritte, quello di San Giovanni, costruito in una fase successiva a quella di San Pietro. Abbiamo ritrovato anche materiali costruttivi riferibili al periodo tardo antico romano probabilmente tratti dal recupero di strutture antiche riutilizzate in quelle medievali. Il nostro percorso si propone di scavare con metodo scientifico e intercettare le tracce lasciate nel terreno per ripercorrere tempi e modi di un abitato di circa 800 anni fa e come la vita ha messo radici in questo luogo nel corso dei secoli". 

Quanto ai prossimi passi è la presidente della Cooperativa Laboratori archeologici San Gallo Chiara Marcotulli ad anticipare i campi d'azione e le finalità degli interventi. "Nei prossimi anni estenderemo il raggio della ricerca su alcune aree individuate dello scavo spostandoci a sud-ovest per capire meglio come le strutture che abbiamo individuato si impostino su quelli che sembrano i crolli degli edifici precedenti - precisa l'archeologa - e stabilire se tali strutture si riferiscano al castello del secolo undicesimo o, addirittura, ad un abitato precedente di origine tardoantica, cercheremo di approfondire inoltre lo studio delle tracce di vita relative all'abitazione medievale rinvenuta. Inoltre, continueremo ad approfondire lo studio delle tracce di vita relative all'insediamento medievale già messo in luce".

Quello partito da qualche settimana è dunque il tassello iniziale di un progetto culturale di ampio respiro che vede al centro un'indagine archeologica puntuale che durerà 3 anni i cui primi risultati saranno illustrati al pubblico domenica 26 luglio alle ore 21 in occasione di un incontro aperto al pubblico. È una delle Notti dell'Archeologia, ciclo di aperture straordinarie dei musei, promossa dalla Regione Toscana e organizzata in collaborazione con il Sistema Museale Chianti Valdarno e l'associazione Amici del Museo d'Arte Sacra di Tavarnelle e la Proloco di Barberino Val d'Elsa Gruppo archeologico Achu presso il museo d'arte sacra di Tavarnelle. Per chi volesse partecipare all'incontro è necessario iscriversi contattando Piero Bianchini cell. 348 3815706, pierobianchini44@tiscali.it.



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