Attualità

La toponomastica nel nome di lei

Nelle frazioni le vie ancora senza nome ne riceveranno uno di donna, per valorizzare le figure femminili e rendere 'pari' il territorio

Vie delle frazioni libere come i nomi di donna che le attraverseranno: è la toponomastica nel nome di lei che il Comune di San Casciano in Val di Pesa e la commissione pari opportunità perseguono e intendono estendere anche alle frazioni, alle strade e agli spazi pubblici ancora senza nome. 

Dal flashmob simbolico per le strade del centro storico di San Casciano con le targhe di nomi di donne, poste al fianco di quelli reali che riportano identità di celebri uomini del passato, all’intitolazione di tre nuovi spazi pubblici del capoluogo che, per volontà del Comune, hanno acquisito visibilità attraverso lo studio di percorsi biografici al femminile scelti e individuati dagli studenti del territorio. Il progetto che si propone di intitolare spazi pubblici a nomi di donne che si sono distinte nel corso della storia, partito con la celebrazione della Giornata internazionale dedicata ai diritti delle donne lo scorso 8 marzo, si estende nel tempo e nei luoghi del territorio San Casciano.

Il sindaco Roberto Ciappi e la presidente della commissione pari opportunità Paola Malacarne propongono di continuare il viaggio nella parità e allungare nelle frazioni l’azione di valorizzazione delle figure femminili legate alla toponomastica, donne che si riscattano dall’anonimato imposto dall’egemonia maschile, liberate dal peso dell’invisibilità. Il progetto Via libera alle donne nelle frazioni sarà realizzato in collaborazione con l’associazione Toponomastica femminile.

Quanto ai nomi di donne, il progetto si muoverà all’interno di vari ambiti promuovendo figure femminili di portata locale, regionale, nazionale e internazionale, alla ricerca di conquiste e spazi di autonomia a lungo negati alle donne. "La toponomastica delle frazioni di San Casciano si arricchirà di nomi di donne forti, colte e coraggiose che hanno affrontato pericoli e talvolta la morte per difendere i loro ideali improntati ai valori della solidarietà, della tolleranza e dell’impegno civile", spiega la nota del Comune.