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lunedì 19 febbraio 2018

Attualità sabato 02 aprile 2016 ore 18:50

Inaugurata l'area naturale protetta

Badia a Passignano rinasce. Storia, arte e natura nella prima area naturale protetta del Chianti. Percorsi e sentieri attrezzati tra i boschi di Badia



TAVARNELLE VAL DI PESA — Mille anni di storia, cultura, spiritualità fanno la differenza per un territorio come il Chianti, capace di far parlare di sé e delle proprie origini a distanza di secoli, impegnato ora più che mai a proiettarsi sul futuro, ad accogliere le sfide del presente con autentico e rinnovato vigore. Badia a Passignano rinasce sotto il profilo ambientale e paesaggistico. San Giovanni Gualberto, fondatore della congregazione vallombrosana dell'ordine benedettino, lo aveva scelto nell'anno Mille per alimentare lo spirito. Il Comune di Tavarnelle lo sceglie per affermare l'identità di un luogo sempre più fruibile. Dopo il recente restauro di uno dei capolavori dell'arte italiana, il Cenacolo di Domenico Ghirlandaio, si è aperta oggi, con un convegno ed una visita guidata, l'area naturale protetta di Badia a Passignano, la prima del Chianti.

"Il nostro obiettivo - dichiara il sindaco David Baroncelli - è quello di valorizzare, conservare e tutelare questa zona, già di pregio, aprendola ad una maggiore fruizione da parte dei visitatori e promuovendone la conoscenza sotto il profilo naturalistico, ambientale e storico-culturale con un particolare sguardo rivolto agli studenti e agli operatori economici". Grazie al contributo della Regione Toscana il Comune ha scommesso sulla promozione territoriale dell'area protetta di Badia realizzando un ampio progetto che ha previsto il completamento e la valorizzazione di una rete di percorsi naturalistici, corredata di impianti informativi, pannelli, cartine che consentono una conoscenza dettagliata delle emergenze storiche-culturali e naturalistiche presenti lungo i vari siti. Altri interventi sono stati l'elaborazione di uno studio in collaborazione con l'Università di Firenze e la pubblicazione di due numeri della collana editoriale che descrivono le peculiarità dell'area sotto il profilo naturalistico e culturale.

"Per chi abita nelle nostre terre - continua il sindaco - e chi le viene a riscoprire con zaino in spalla e tenuta da trekking c'è l'attitudine a pensare che i boschi del Chianti siano popolati prevalentemente da cinghiali e caprioli, mammiferi certamente tra i più ricorrenti ma non i soli a considerare clima, collocazione geografica e caratteristiche dell'ecosistema chiantigiano l'habitat migliore in cui insediarsi e riprodursi. Esiste invece una tale complessità di specie animali e vegetali che fa parlare a più voci i 364 ettari complessivi che costituiscono il patrimonio di Badia a Passignano e Poggio al Vento". Nell'area sono oltre cento le specie di animali, tra mammiferi e uccelli censiti dal biologo Marco Lebboroni, esperto di ecosistema chiantigiani. Vi si riproducono animali rari e di particolare interesse scientifico e gestionale, quali il topo quercino, il moscardino e il picchio rosso minore, il picchio più piccolo d'Europa. Una biodiversità particolarmente eterogenea che annovera anche sul fronte della flora specie particolari che parlano del passato di Badia e di come un tempo il clima fosse meno temperato e vicino alle caratteristiche degli ambienti appenninici. In questo senso il segno più evidente è rappresentato dalla presenza del Giglio di San Giovanni e del Maggiociondolo, rispettivamente fiore e essenza arborea.



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