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lunedì 05 dicembre 2016

Attualità venerdì 12 febbraio 2016 ore 15:41

"Renzi? ChiantiBanca non fa politica"

Il presidente Andrea Bianchi ha negato che l'istituto sia vicino al premier. E sull'uscita dal sistema del credito cooperativo: "Solo illazioni"

FIRENZE — Per dare un giudizio sulla riforma del sistema del credito cooperativo messo in campo dal governo i tempi non sono ancora maturi, ma Andrea Bianchi, presidente di una delle Bcc più solide della Toscana, Chianti Banca appunto, ha voluto per prima cosa ribadire l'estraneità del suo istituto dalle logiche politiche. 

Una risposta a chi ha insinuato che esista un rapporto privilegiato tra il governo e la banca. "E' una provocazione che ci fa anche un po' arrabbiare - ha detto Andrea Bianchi - Noi abbiamo fatto una bandiera, e forse andiamo bene anche per quello, di non avere la politica in casa. Aiutiamo gli Amministratori locali, perché su progetti che interessano loro credo sia doveroso per una banca di questo tipo farlo. Ma queste affermazioni, forse, sono rivolte ad altre banche, noi non le sentiamo nostre".

Una presa di posizione netta, che fa il paio con quella sugli scenari futuri che interessano la banca. La riforma delle Bcc consente infatti a chi ha 200 milioni di riserve in pancia di non entrare a far parte del nuovo gruppo unico nazionale del credito cooperativo, mantenendo così la sua indipendenza a patto di trasformarsi in spa. Chianti Banca è in questa situazione e secondo alcune fonti riportate ieri da Radiocore Sole 24 ore sarebbe intenzionata ad abbandonare il gruppo delle Bcc

"Sono solo illazioni quelle che escono - ha tuonato Bianchi, intervenendo da Firenze - Dobbiamo parlare, e come abbiamo sempre detto negli ultimi mesi, valuteremo le opzioni che ci sono nell'interesse dei soci, dei territori e dei clienti".

Quello che invece prosegue è il piano di fusione con le Bcc di Prato e Pistoia che il cda ha già deliberato nonostante la presenza nel sistema di molti crediti in sofferenza. "Quello del credito deteriorato è un tema che è motivo di valutazione costante, al di là della riforma - ha detto Bianchi -. E' un tema che è parte centrale del Piano industriale con la fusione a tre che è al vaglio dell'organo di vigilanza e quindi siamo in attesa dell'autorizzazione da parte di Banca d'Italia che valuterà anche su questo".

Detto questo, ha concluso il presidente, per il cda di Chianti Banca l'operazione sarebbe sostenibile

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