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domenica 23 luglio 2017

Attualità lunedì 03 luglio 2017 ore 17:12

Giugno da record per le vendite del Chianti docg

Incremento del 10 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016. Il miglior risultato dal 2013 ad oggi. Venduti 63mila ettolitri di vino

FIRENZE — L'ottimo risultato conquistato a giugno è stato reso noto in occasione dell'assemblea generale dei soci convocata per presentare la relazione delle attività svolte dal Consorzio, il bilancio consuntivo 2016 e per l'approvazione del bilancio preventivo 2017

Il trend rispetta un bimestre positivo che che aveva segnato un aumento del 2,7 per cento di vendite nel mese di maggio. 

Per quanto riguarda invece la vendemmia del 2016, sono stati raccolti un milione e duecentomila quintali d'uva su una superficie di 14mila ettari e una produzione totale di 866 mila ettolitri di vino.

“E' un dato che ci conforta - ha commentato il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi - I numeri sono però ancora molto lontani rispetto a qualche anno fa. Anche se possiamo essere felici di vedere i risultati delle scelte delle nostre aziende di investire nella ristrutturazione dei vigneti e del consequenziale aumento della qualità del nostro prodotto, è evidente che dobbiamo fare ancora di più per essere competitivi all'interno di un mercato globale dove la concorrenza è sempre più agguerrita. E per esserlo dobbiamo essere ancora più presenti all'estero e investire di più in promozione. Questo significa per le nostre aziende poter contare su una programmazione che ad oggi nel nostro Paese è ancora difficile se non impossibile da attuare. Non ci sono infatti tempi certi per massimizzare i risultati delle nostre promozioni.”

“Gli Ocm Vino, i finanziamenti e contributi per le aziende vitivinicole emessi attraverso bandi dal Ministero per le Politiche Agricole e da ogni Regione e strumento fondamentale per tutto il settore, sono infatti oggetto di forti ritard - ha detto ancora Busi - Le nostre aziende non sanno ancora per il 2018 quando potranno essere fatte le domande, quando saranno rese note le assegnazioni, e valutare quindi l'opportunità di fare un certo tipo di intervento oppure no. E in questa situazione si trovano anche i Consorzi, la cui attività è vitale per l'attività delle piccole e medie imprese del territorio. Difficile immaginare di rilanciare il nostro prodotto nel mondo se il primo a bloccarci è proprio il sistema burocratico italiano ben distante dalla realtà in cui versano molte imprese".

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