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giovedì 26 maggio 2016

Attualità lunedì 21 marzo 2016 ore 22:25

A pranzo con i bifolchi a Pietracupa

La tradizione tardo-rinascimentale rivive nel "Pranzo dei Bifolchi" di San Donato in Poggio. Protagonista dell'iniziativa lo stracotto

SAN DONATO IN POGGIO — Esattamente come più di cinquecento anni fa, un gruppo di soli uomini ha allestito il pranzo dei bifolchi: una tradizione che gli abitanti di San Donato in Poggio, borgo medievale nel Comune di Tavarnelle Val di Pesa, tengono in vita dal 1600 nel Santuario di Santa Maria delle Grazie, dove è conservato un celebre affresco attribuito alla scuola Masaccio.

I segreti dello stracotto, come lo cucinavano nel tardo Rinascimento, riemergono grazie a questo appuntamento conviviale. "I bifolchi" hanno indossato il grembiule alle 5,30 del mattino dando inizio al rito della preparazione dei piatti. Lo stracotto è stato preparato 'ni canto di foco' in tegami di rame per 6 ore circa ed è stato degustato a pranzo da circa duecento persone nell'oratorio e negli antichi locali del santuario aperte nel corso di questa occasione, nella domenica più vicina alla ricorrenza di San Giuseppe, e sarà degustato anche nella prima domenica di settembre.

La tradizione affonda le sue radici nel sedicesimo secolo quando si celebrava la Festa dei "Bifolchi". I bifolchi erano soliti offrire una cestiera di grano alla Madonna di Pietracupa. In cambio ricevevano un lauto pranzo a base di carne. Sulla tavola sfilavano minestra in brodo, bollito di manzo, piatto di carne condito col sugo, quarti di pollo, pane e vino.

"E' un'antica tradizione - dice il sindaco David Baroncelli - che gli abitanti di San Donato sono riusciti a portare avanti e a rinnovare con grande costanza e dedizione, ritrovarsi negli ambienti di Pietracupa a degustare piatti della tradizione regala grandi suggestioni, un'occasione speciale per stare insieme e valorizzare un luogo pieno di fascino che arricchisce il territorio di un'importante testimonianza del passato, un'opportunità per stare insieme, ritrovarsi, apprezzare e degustare un pezzo della nostra tradizione rurale".

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