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mercoledì 18 luglio 2018

Cronaca sabato 12 luglio 2014 ore 09:37

A Impruneta prime scuole in legno

Convenzione tra il Comune e la Fornace Pesci: l'amministrazione sceglie la bioedilizia



IMPRUNETA — Il Comune di Impruneta guarda al futuro e sceglie la bioedilizia.

Prende infatti vita la Convenzione tra il Comune di Impruneta e la Fornace Pesci con un accordo firmato dal sindaco Alessio Calamandrei e dall’assessore al lavoro Joele Risaliti, che riguarda la progettazione e la costruzione di scuole in legno.

L'obiettivo è quello di introdurre nell’edilizia comunale un modello di edifici diffuso in particolare nel nord Europa, che garantisce sostanzialmente quattro vantaggi: velocità di costruzione, sismo-resistenza, risparmio energetico e sostenibilità economica.

La Fornace Pesci si è impegnata alla parziale anticipazione di parte degli obblighi posti a carico dei soggetti attuatori e derivanti dalla norma contenuta nel Regolamento Urbanistico per il comparto Pesci-Ref.

L’accordo sottoscritto nasce dalla volontà di sperimentare nuove idee e nuove opportunità in un settore importante come quello dell’edilizia scolastica, garantendo al tempo stesso i più alti standard qualitativi e funzionali.

"Nei prossimi anni potremo dare ai nostri bambini scuole più sicure, antincendio, antisismiche, più rispettose dell’ambiente e, perché no, anche più belle realizzate in tempi più brevi", dichiara il sindaco Alessio Calamandrei.

“Impruneta - prosegue - oggi compie una scelta di campo per la bioedilizia con una joint venture pubblico-privato, con benefici per l'ambiente e tempi di realizzazione più rapidi. Inizieremo con le scuole, ma vogliamo arrivare anche all’edilizia abitativa".

Fra i vantaggi delle scuole in legno rispetto a quelle tradizionali costruite in laterizi e cemento in primo luogo i tempi di realizzazione, drasticamente ridotti: secondo uno studio dei tecnici del Comune, ad esempio, la costruzione di un edificio in legno di 15 classi richiederebbe 8 mesi contro i quasi due anni di una scuola tradizionale.

Altro vantaggio, la maggiore funzionalità: è possibile infatti modificare rapidamente la composizione delle aule e la stessa organizzazione degli ambienti interni.

Le decisioni prese in merito allo spostamento per il solo anno scolastico 2014/2015 delle scuole medie del capoluogo presso la scuola di Tavarnuzze, hanno ricadute, a breve termine, importanti.

"Proprio per questo motivo - dice il sindaco - era necessario capire quale fosse la migliore scelta, così abbiamo dovuto disporre di un quadro economico e sociale che tenga conto di tutte le possibili alternative in termini di costi-benefici".

"Nel consiglio comunale svoltosi ieri sera - rilancia - abbiamo approvato la Convenzione Urbanistica che permetterà al capoluogo di dotarsi del plesso scolastico nell’area del Parco dei Sassi Neri".

"Nei giorni scorsi - evidenzia - è stata infatti firmata una ulteriore convenzione con Terna Rete Italia s.p.a. dove, a seguito di accordi affinati nei mesi precedenti, Terna a compensazione con indirizzo di pubblica utilità, comparteciperà attraverso un importante contributo alla realizzazione del campus scolastico di Impruneta".

"Inoltre - tiene a specificare - l’amministrazione comunale vuol ringraziare Terna, ed in particolare il dottor Motawi, che sin dall’inizio ha capito l’importanza del progetto scuole per la nostra comunità. Gli incontri che si sono susseguiti in questi mesi sono stati sempre molto costruttivi, nella volontà comune di addivenire ad una soluzione condivisa e che portasse realmente ad una forte ricaduta sul nostro territorio. Far capire che si andava verso una realtà di primaria importanza per Impruneta, spiegando a fondo quello che sarebbe stato il progetto, ha fatto si che la condivisione ed il coinvolgimento anche da parte di Terna non si è fatto attendere.

“Dispiace solamente - conclude lanciando una frecciata - che l’opposizione, nonostante tutta l’attenzione messa in questi mesi, abbia votato contro alla Convenzione che garantisce al Comune di Impruneta la certezza di realizzare le scuole in tempi brevi, motivandolo con la mancata partecipazione per la scelta dell’area in cui realizzare l’opera. Una scelta obbligata per la proprietà dell’area comunale che consente una economia di scala e una soluzione ottimale, stante il pregio dell’area, per il bene dei nostri figli”.



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